CHIANINA RUN
10/05/2026
Eccola qua una Domenica di quelle che, guardando fuori dalla finestra, ti fanno venire voglia di restare sotto le coperte.
Il cielo basso e grigio con la pioggia che cade costante, leggera ma senza tregua. Eppure, nonostante tutto, quando c'è il richiamo di un giro col Versilia Chapter, la strada e una Harley-Davidson sono l'unica soluzione ad un meteo avverso.
Ci siamo ritrovati già vestiti con tenute antipioggia e gli sguardi di tutti nascondevano la malizia di chi sa che sarà una giornata memorabile. Nessuno ha proferito parola sul tempo, solo sorrisi, battute e pacche sulle spalle, come sempre del resto.
Siamo partiti e il rombo dei bicilindrici ha coperto tutto, almeno finché eravamo sotto la pensilina del distributore di benzina, poi la pioggia.
Le prime gocce sul casco, DIN, poi dopo quando ancora eravamo sulla corsia d'accelerazione dell'autogrill, DIN DIN DIN, un casino che non si sentiva neanche più il rombo della moto. Strada facendo sempre peggio, i guanti bagnati, le prime gocce sul collo. "Dai però addosso siamo asciutti, le monture tecniche stanno reggendo", ad Incisa Valdarno però il fresco dell'acqua piovana da un brivido misto tra goduria e terrore. È arrivata ai "gioielli di famiglia" niente da fare anche questa marca di antipioggia è da buttare!
Però c'è da dire che quando succede qualcosa così e affronti la strada, il disagio si trasforma in concentrazione pura, ogni chilometro più vero e più intenso. Non pensi più a quanto sei bagnato, pensi solo alla linea della strada e ai compagni davanti e dietro di te.
Arrivati ad Arezzo senza aver fatto un chilometro senza pioggia, incontriamo gli amici locali del Golden Hills Chapter, sorridenti e poco bagnati ci aspettano. Dopo i doverosi saluti ripartiamo insieme per raggiungere la location per il pranzo. Scortati dai vigili urbani, attraversiamo il centro città per poi navigare tra le colline nascoste dalla nebbia e i campi zuppi d'acqua, siamo a Monte San Savino e il desiderio comune è di entrare nell'asciutto ristorante.
Appena entrati, il tepore ci ha investiti come un abbraccio, il braciere acceso sembrava il premio perfetto dopo tutta questa acqua.
Finalmente seduti, i giubbotti appesi ad asciugare insieme a scarpe, guanti, caschi, maglie, portafogli, bandane ecc ecc, ma con le mani calde attorno a un bicchiere di rosso.
Si pranza con lei: la chianina, fumante e succosa, accompagnata dalle risate di chi condivide qualcosa che va oltre un semplice pranzo.
Arriva il momento di ripartire, ancora sotto l'acqua. Caschi allacciati, motori accesi, un ultimo saluto davanti al locale e di nuovo in strada con le visiere appannate e le mani bagnate.
Solo arrivando a Firenze il cielo ha deciso di concederci una tregua, basta pioggia. Così da cogliere l'occasione per una sosta di saluti all'autogrill, ormai l'essere completamente bagnati era parte del viaggio.
Caffè e occhi complici, che bastava guardarci per capire che, nonostante tutto, ne era valsa la pena.
#macchevelodicoafare
Emiliano Pellegrini