A inizio anno viene reso pubblico il calendario HOG di tutti gli eventi sparsi per l’Europa ed è prassi per il VERSILIA CHAPTER puntare il dito su uno di essi per parteciparvi in massa.

Il 115° Anniversario a Praga è la scelta quasi obbligata, ma MARIO VECE, direttore, vuole qualcosa di più, vuole che il nome del Chapter si contraddistingua e propone una meta che sembra impossibile, raggiungere San Pietroburgo in Russia per l’Harley Days.

In Club House scoppia il delirio e l’euforia per un viaggio unico che sa di epico, ma siamo a Gennaio e l’avvicinamento della data di partenza è inversamente proporzionale al numero di partecipanti, ognuno con i propri buoni motivi per dover abbandonare l’impresa. Il Road Map è stato stilato e quindi si parte, al seguito del Direttore non può mancare la splendida moglie STEFANIA CASCIANA entrambi a cavallo di un Road Glide Special, moto identica anche per GIANLUCA D’ANDREA, Activities del Chapter, con LILIA passeggera, mentre solitario il temerario ERIK FABBRI, socio del Chapter in sella ad un Softail Breakout caricata come un mulo a suon di cinghie e fasce elastiche.

Insomma la squadra è composta e pronta a partire, più d’istinto che con un progetto complesso, ma un viaggio può essere fatto con il corpo o il pensiero, si può partire per staccare dalla routine, per regalarsi un viaggio d’amore, per rabbia, esasperazione per una vita che ci vuole tutti conformati, si viaggia anche per inseguire una qualsiasi forma di libertà o molto più semplicemente per sentirsi vivi.

Ecco, qualsiasi sia stato il motivo per cui questi ragazzi abbiano deciso di intraprendere il viaggio verso la Russia, una cosa è certa, condividere con gli amici un’impresa.

 

Domenica 29 Luglio 2018 è la data di partenza, considerando che il Sabato sera si è svolta l’ormai celebre grigliata in concessionaria, la mattina è stata molto dura mettersi in marcia, ma l’entusiasmo e l’emozione sono stati più efficaci della caffeina. Cielo sereno nel piazzale della concessionaria HD di Lammari, azzeramento del TripB del contachilometri e si parte con destinazione Monaco di Baviera in Germania, circa 700km fatti tutti d’un fiato, con il povero Erik aggrappato al suo Softail cercando di mantenere il passo dei Touring.

Arrivati in tarda serata all’albergo la stanchezza si fa sentire, ma nessuno vuole rinunciare ad una breve passeggiata per la città Bavarese con sosta nella celebre birreria HB.

La mattina riposati, rifocillati e carichi saltiamo in sella per raggiungere Berlino, nonostante le noiose strade tedesche arriviamo prima del previsto e ci concediamo una visita accurata della città, che ha visto passare il buono e il cattivo della storia d’Europa. Quel che resta del Muro e la Porta di Brandeburgo sono i simboli indiscussi, ma anche navigare per le vie e nell’efficienza teutonica ha il suo fascino, facendoci perdere nella tranquillità che una megalopoli raramente può garantire, la

 

fame è fame ed ecco scattare l’errore classico degli italiani all’estero. Il ristorante Italiano, anzi peggio, la pizzeria: cibo da schifo, spesa esorbitante e nessun italiano tra i fornelli, il placido e pacato Gianluca una volta uscito, da quanto deluso ha una reazione stile Checco Zalone nel film “Quo Vado”, andate a cercare la scena in Norvegia e vi farete un’idea sul D’Andrea questa sera.

La tappa successiva è Copenaghen, la strada da percorrere è breve, arrivando in città accolti dalla bronzea Sirenetta che da più di cento anni siede su uno scoglio Danese vegliando chiunque passi a salutarla, foto ricordo e cena in ristorante con cucina locale. La mattina un traghetto ci porta da Helsingor a Helsingborg in Svezia e subito maciniamo chilometri di asfalto diretti a Stoccolma. La strada ben curata si fonde con la Natura prepotente dei paesi Scandinavi, il cielo si fa scuro e nuvoloni neri si piazzano sopra il nostro cammino, a Varnamo siamo costretti a fermarci riparati dalla tettoia di un distributore di benzina, appena in tempo per assistere ad un temporale biblico, anche la temperatura si fa pungente nonostante sia Agosto, ci costringe ad indossare indumenti autunnali, non per gli abitanti del posto che continuano a muoversi con naturalezza abituati al clima. Per noi che siamo obbligati alla sosta troviamo anche il lato positivo, rilassandoci con una tazza di caffè allungato e soffermando lo sguardo ad osservare i meravigliosi posteriori delle numerose ragazze che ci passano accanto, tutte rigorosamente con criniere bionde, in casa non ci manca niente sia chiaro, ma passavano di li…

Stefania e Lilia ci fanno credere di non vedere e ci lasciano giocare come adolescenti al mare, diminuisce l’intensità della pioggia e ci rimettiamo in marcia inghiottiti da alberi, laghi e qualsiasi animale da due zampe in su.

Arriviamo a Stoccolma con la pioggia alle spalle, giro turistico con visita al museo dei mitici ABBA, tra le lamentele di Mario fan sfegatato di Toto Cutugno.

Passeggiando Erik vede il ristorante “Nomad” e vista l’ora è il locale giusto per questi 5 nomadi italiani. Oltre al buon cibo, il locale offre anche musica dal vivo con la band intenta a proporre brani di accompagnamento per gli avventori, ma le vibranti voci del Versilia Chapter sono già famose in tutta Italia, potevamo perdere l’occasione di farsi conoscere anche all’estero? Certo che no! Ed ecco che il microfono passa di mano in un karaoke improvvisato. Nonostante la Svezia abbia dato i natali agli ABBA, i clienti presenti apprezzano e si uniscono alla festa canora. Il ristorante si è trasformato in Disco Club, ci si diverte fino a quando qualcuno ordina “capricciosa” per tutti. Erik sgrana gli occhi e afferra il braccio tatuato di Gianluca, i chilometri sono stati tanti ma non abbastanza per aver dimenticato la pizza di Berlino, l’ansia è tanta ma dopo cinque minuti ecco arrivare le “capricciose”, le facce italiche si distendono, non sono pizze ma pinte di birra e allora festa fino all’alba con tante “capricciose” e una spaghettata supervisionata in cucina direttamente da Gianluca.

La mattina presto ci imbarchiamo sul traghetto per Helsinki, il mal di testa è forte e nel ricordare la scorribanda ci sbagliamo se era stamani o ieri sera. 14 ore di mar Baltico ci attendono prima di arrivare in Finlandia, la nave ha tutti i comfort di una crociera, la stanchezza tende a schiacciarci in un sonno profondo, ma facciamo passare il mal di testa senza pasticche ma affacciati sul ponte ad ammirare gli incredibili fiordi per poi rilassarsi in piscina con acqua calda o seduti baciati da questo sole che non vuole tramontare mai, con una bottiglia di Jack Daniel’s al miele a scandire il tempo nordico.

Attracchiamo ad Helsinki, breve ed esaustiva visita della città e subito in marcia verso la Russia. Fortuna che Erik è un poliglotta e tra tutte le lingue che parla c’è anche il russo, alla frontiera la Polizia non ci lascia passare, controllano e ricontrollano, ma niente pass. Avviliti e affranti giochiamo la carta IGOR, il Rally Coordinator del raduno ed ecco che si spalancano le porte, siamo finalmente in terra Russa. Ci dirigiamo direttamente alla festa che ha il suo centro in piazza Ostrovskogo in uno splendido parco lungo la sponda del fiume Fontanka.

L’accoglienza è da RockStar, con i direttori dei Chapter locali a omaggiare il VERSILIA unico rappresentante italiano, Igor invita sul palco il Direttore Mario, con Gianluca a fare da spalla e il mitico Erik a tradurre in tempo reale le parole di Vece scandite rigorosamente in italiano. Sembravano aspettare il Versilia per iniziare la festa, una ragazza ha un vassoio pieno di bicchieri di vodka, “NA ZBAROVIE” urla il DJ, bicchieri in alto e parte la potente musica dalle casse. La notte passa velocemente tra “na zbarovie” e saluti per tutti, ma il clou è la parata, il ritrovo davanti allo scenografico e affascinante Palazzo d’Inverno, residenza degli Zar e progettato dall’architetto Bartolomeo Rastelli, noi siamo qui ad omaggiare anche se oggi l’imperiale piazza ospita innumerevoli moto Harley Davidson, segno che anche in Russia il fascino Americano non è poi così ostruito. L’attesa dell’inizio parata affloscia l’energia dei Bikers, ma ci pensa Mario a vivacizzare l’ambiente, diffondendo Toto Cutugno dalle sue casse Boose a tutto volume, un minuto dopo chi ha la possibilità diffonde musica scatenando balli improbabili e riportando alta l’euforia, tanto da attrarre anche la troupe della TV nazionale Russa riprendendo e intervistando questa banda italica, con il buon Erik a parlare come un madrelingua e Stefania valletta ad annuire, il tutto rivedibile sui social e sull’edizione serale del TG in Russiavisione.

Il serpentone si snoda in questa magnifica città e il giorno dopo è interamente dedicato alla visita turistica, incontrando Marco e Sandra del Friuli Chapter, anche loro alla festa ma senza moto, felici di incontrarsi continuiamo il tour insieme per concluderlo a cena e tanti “na zbarovie”.

La mattina seguente dobbiamo ripartire, ringraziamo per l’accoglienza con il classico scambio di gagliardetti, abbracciamo Igor con la promessa di rivedersi presto, SPASIBO e DOSVIDANIE a tutti. Le strade fuori città non sono un grande spettacolo e giunti alla frontiera con la Lettonia basta Erik a farci uscire, evidentemente i Russi hanno più cura per chi entra che per chi esce.

Riga ci accoglie con tutte le luci accese ed è spettacolare, che strani questi paesi ex URSS, città bellissime, curate e tecnologicamente avanzate, mentre appena fuori la desolazione è assoluta. Ci accomodiamo in Hotel e ci concediamo un giorno intero per visitare la città e scoprire che in piazza Livu si concentrano i locali notturni. Sui gilet la scritta Versilia Chapter Italy si legge molto bene ed ecco che tutti ci invitano a brindare e vai che ripartono gli “na zbarovie” a raffica.

Lasciamo la Lettonia per la Polonia, la vodka ritorna a gola come le salsicce fatte all’uccelletto e Varsavia diventa la salvezza dopo 700km e almeno 10 ore di viaggio in strade disastrose e paesaggi dal profumo antichissimo.

Visitiamo la città immergendoci nei vari stili architettonici che rispecchiano la turbolenta storia di questa città, incredibile ma in tutto il giorno è stata bevuta solo acqua. La mattina ripartiamo per Cracovia, la tappa non è impegnativa concedendoci la solenne visita al campo di concentramento di Auschwitz, arriviamo goliardici al parcheggio, ma appena varcata la soglia d’ingresso sotto l’insegna “ARBEIT MACHT FREI” il lavoro rende liberi, il silenzio domina chiunque sia presente. Procediamo ammutoliti, tra forni crematori, laboratori per esperimenti medici, dormitori, oggetti personali dei deportati e inorriditi dal blocco della morte, il numero 11 dove nel cortile venivano fucilati i prigionieri.

La commozione è sul volto di tutti, Albert Einstein che subì il delirio Nazista affermava che “due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità umana, ma riguardo l’Universo ho ancora dubbi”.

Usciamo con la tristezza nel cuore e consapevoli che la nostra epoca e la nostra libertà è passata dal sacrificio di queste persone, dovrebbero visitarlo quei leoni da tastiera che inneggiano al nazismo o il comunismo, agiati con il loro smartphone di ultima generazione. Arriviamo a Cracovia ma c’è poca voglia di fare festa e così la mattina dopo siamo già a percorrere le strade tra la meravigliosa flora austriaca, ci fermiamo a Vienna. Lasciamo le moto in Hotel e iniziamo la visita all’interno del Ring tra maestosi edifici imperiali, dondolandosi come in un valzer fino alla cattedrale di Santo Stefano, concedendoci sacher e birra in uno dei tipici locali.

L’aria di casa si sente, come la stanchezza e la non voglia di rientrare, piano piano godendosi un po di Dolomiti giungiamo all’ultima tappa di questo meraviglioso viaggio. Cortina d’Ampezzo, non desta grande entusiasmo nel convoglio di rientro, ma arrivati in piazza tutto cambia. Un nutrito numero di Harley sono ordinatamente parcheggiate, sembrano moto familiari e infatti ecco che escono in piazza festanti 16 soci del Versilia Chapter.

Luca Izzo Membership, e Antonio Paradisi Road Capitan, hanno organizzato un Run per accogliere nel migliore dei modi gli amici in viaggio. Sorpresa gradita e riuscitissima inoltratasi in un ristorante per festeggiare l’impresa, lavando via la stanchezza dei chilometri percorsi e il mal d’anima che ogni rientro porta con se.

La mattina ci pensa anche una copiosa pioggia a lavare via gli ultimi grumi di bagordi a base di “na zbarovie”.

A metà strada salutiamo l’eroico Erik che torna nella sua Ravenna e poco dopo anche tutto il gruppo è in Toscana.

6204km in due settimane, attraversando 10 Stati, ognuno con le sue meraviglie e particolarità, un’esperienza unica di viaggio ma anche l’occasione di saldare amicizie e amori se fosse stato necessario. STEFANIA e LILIA anche se poco rammentate in questo racconto, sono state ottime compagne nonostante occupassero il noioso posto del passeggero.

A me piacciono i colpi di scena, ma è stato tutto perfettamente armonioso, come adesso con il profumo del caffè che esce dalla moka accompagnato da un buon pezzo Rock, anche questo ha la sua armonia e se aspettate un’altra storia… ve la dirò un’altra volta. DASVIDANIE

RASSEGNA STAMPA  – LOW RIDE – BIKERS LIFE –